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    Dott. Angelo M. Longoni
    Chirurgia plastica ed estetica
    Studio di Seregno(MB), Vicolo alla Chiesa, 4, 20831.
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    Dott. Angelo M. Longoni
    Chirurgia plastica ed estetica
    Studio di Erba(CO), Via Cesare Battisti 7, 22036

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Un numero sempre maggiore di persone lamenta scontento per uno o più distretti del proprio corpo. Per tale motivo molte persone si rivolgono al chirurgo plastico. Anche se “ modelli” canonici non sempre realistici sono imposti dai media e dalla pubblicità, ossia dalle mode, sceverata da esasperazioni "commerciali", l'aumentata e non esasperata attenzione dedicata all'aspetto fisico è da valutarsi positivamente: il benessere psicofisico migliora infatti la qualità della vita.

La chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica contribuisce in maniera rilevante a ripristinare forme compromesse o perdute (per alterazioni esito di interventi chirurgici demolitivi, di traumatismi, di malformazioni congenite, o per il semplice invecchiamento) riportandole a valori anatomici di normalità. Ciò avvicina il paziente ad uno stato di benessere migliorando, quindi, anche glistress reattivi.

La chirurgia plastica è una chirurgia multidistrettuale: non si limita a determinati distretti corporei ma si occupa di pressocchè tutte le aree, sia con intento ripartivo che estetico (che, in fondo, sono la stessa cosa!).

CHIRURGIA PLASTICA

La chirurgia plastica può essere di grande aiuto, purchè intesa in una giusta ed equilibrata dimensione. Se le finalità della chirurgia plastica ricostruttiva sono le correzioni delle malformazioni congenite o i postumi di traumi, incidenti o malattie, la chirurgia plastica estetica è finalizzata alla correzione di malformazioni minori che armonizzano il corpo ed il viso.

  • Addome
  • Blefaroplastica
  • Cicatrici
  • Cosce e braccia
  • Face lifting
  • La ricostruzione mammaria
  • Lipoaspirazione
  • Liposcultura
  • Mastoplastica additiva
  • Nei e melanoma e altri tumori cutanei
  • Obesità grave
  • Otoplastica
  • Regione mammaria
  • Rinoplastica funzionale ed estetica

MEDICINA ESTETICA

La Medicina Estetica abbraccia tutti gli interventi non chirurgici atti a migliorare e rendere più armonioso il corpo, è una branca medica sia terapeutica che preventiva. Infatti previene, riducendone gli effetti, dell'invecchiamento cutaneo.

  • Acido jaluronico
  • Biorivitalizzazione
  • Tossina botulinica
  • Lasers
  • Iperpigmentazioni della cute
  • Peelings

Gli interventi

Addome

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Si possono presentare diversi quadri clinici in rapporto alle alterazioni anatomo-morfologiche. La deformità può interessare il piano cutaneo adiposo responsabile dell'addome "pendulo", oppure quello muscolo-aponeurotico responsabile dell'addome "globoso". Entrambe queste situazioni possono coesistere ed essere eventualmente associate a ernie o laparoceli (sventramento).

Esistono moltissimi tipi di addominoplastica, ma in linea generale si preferiscono quelli che permettono di nascondere la cicatrice entro i limiti di un costume da bagno. Vi sono situazioni in cui l'eccesso cutaneo è talmente importante che si rendono necessarie delle varianti alle metodiche convenzionali. Qualora sia coinvolto il piano muscolo-aponeurotico sottostante, si renderà necessario il rafforzamento dello stesso mediante una plicatura della fascia dei muscoli retti e/o l'inserimento di una rete sintetica di rinforzo.

Blefaroplastica

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Blefaroplastica è l'intervento chirurgico che consente di rimodellare i tessuti molli della regione orbitaria rimovendo l'eccesso di cutee le "borse" palpebrali sia superiori che inferiori. Questo intervento può essere associato ad altri interventi di ringiovanimento facciale (ptosi sopracciglio o lifting). Si può intervenire solo sulle palpebre superiori, solo su quelle inferiori o in entrambe le sedi contemporaneamente.

L'intervento prevede la rimozione della cute in eccesso, di una piccola quantità di muscolo orbicolare e, dove presenti, delle cosiddette "borse" ossia l'erniazione di tessuto adiposo periorbitario.
Al contrario di quanto si può immaginare, la blefaroplastica, non può essere utilizzata per eliminare le piccole rughe laterali all'occhio (le cosiddette "zampe di gallina"). In presenza delle sole "borse" l'intervento può essere eseguito per via transcongiuntivale (dall'interno della palpebra): questo tipo di tecnica permette di non lasciare cicatrici esterne. Contestualmente alla blefaroplastica è possibile modificare la forma ed il "taglio dell'occhio" (per esempio occidentalizzazione di occhio orientale e viceversa).

Cicatrici e Cheloidia

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La cicatrice è, un tessuto formato dall'organismo per riparare una ferita di qualunque tipo. E' un sistema molto efficiente, che attraverso la deposizione di tessuto fibroso da parte di cellule specializzate, la formazione di neo-vasi sanguigni e il lavoro coordinato di numerosi elementi cellulari, permette all'organismo lesionato di sopravvivere riparando il danno subito ma non rigenerando il tessuto. Il processo di cicatrizzazione può avvenire in maniera normale, ma anche in maniera eccessiva creando una cicatrice ipertrofica. Nel caso in cui la cicatrizzazione risulti deficitaria ci si troverà di fronte ad una cicatrice atrofica. Questo fenomeno è correlato nella maggior parte dei casi a una condizione patologica locale o generale (problemi circolatori, infezioni, diabete).

Un'altra modalità di cicatrizzazione anomala è data dalla formazione di cheloidi che vanno distinti dalla cicatrice ipertrofica perchè va considerato come una crescita incontrollata di tessuto fibroso oltre i limiti della lesione iniziale. In base alla sede o alle dimensioni, le cicatrici possono creare deficit funzionali (retrazioni, limitazioni nei movimenti).

Le cicatrici possono essere migliorate con diversi approcci terapeutici sia di tipo medico che chirurgico, ma è bene precisare che non esiste la "gomma per cancellare". Se si tratta di cicatrice recente (meno di 6 mesi)possono essere efficaci terapie non chirurgiche come quella compressiva, o il massaggio con pomate specifiche, così come l'iniezione di steroidi intralesionale. In caso di cicatrici di vecchia data esistono diverse opzioni chirurgiche che variano in base alla sede e dimensione delle cicatrici stesse: l'escissione della vecchia cicatrice e il riparo mediante scorrimento di lembi vicini in modo da ridurre la cicatrice; plastiche a Z che permettono di rilasciare la tensione cicatriziale, l'espansione cutanea nel caso di aree cicatriziali estese; infine alcune cicatrici possono essere levigate per renderle più simili al tessuto circostante mediante la dermoabrasione.

Cosce e braccia

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Il dimagrimento può causare anche eccessi cutanei a livello della superficie interna delle cosce e delle braccia. Soprattutto nei pazienti che hanno ottenuto un cospicuo calo ponderale tali eccessi possono interferire con i movimenti di deambulazione e pertanto assumere un significato funzionale e psichico di primaria importanza. Per quanto riguarda le cosce l'intervento chirurgico (dermolipectomiao liftingdelle cosce) permette di eliminare l'eccesso cutaneo adiposo nascondendo la cicatrice a livello del solco inguino-crurale e nella piega glutea.

I miglioramenti ottenibili sono comunque da considerare nell'ambito di una chirurgia a finalità eminentemente modellante prescindendo da valutazione di ordine qualitativo in merito all'entità e all'estensione delle cicatrici. Analoghe considerazioni valgono per le dermolipectomie a livello delle braccia dove la cicatrice longitudinale posizionata nella faccia volare del braccio è scarsamente occultabile.

Face lifting

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Lifting è un termine anglosassone che letteralmente significa "rialzare" ed è forse più corretto del corrispondente italiano "ritidectomia" che letteralmente significa asportazione delle rughe. Il trascorrere del tempo si fa notare sul volto e sul collo di ciascuno per la comparsa di rughe più o meno sottili, dall'accentuazione dei solchi e dal rilassamento dei tessuti specie a livello della guancia. Il rilassamento coinvolge tutti i tessuti, non solo la cute ma anche il tessuto adiposo, le fasce e i muscoli sottostanti.

Non esiste un'età ideale alla quale sottoporsi a questo tipo di intervento perchè il processo di invecchiamento varia da individuo a individuo; tuttavia possiamo dire che la fascia di età in cui viene maggiormente richiesto va dai 45 ai 60 anni. Prima viene eseguito più tardi si noteranno i segni dell'invecchiamento e meno invasivo sarà l'intervento.
Negli ultimi quindici anni la tecnica del lifting ha continuato ad evolversi. Oggi non esistono più interventi standard poichè ad ogni viso si adatta un trattamento di ringiovanimento particolare, secondo la sua morfologia, l'età del paziente, i suoi desideri.
L'intervento può essere eseguito su diversi piani: sottocutaneo, sottofasciale, sottoperiosteo. A seconda del distretto interessato dal rilassamento si potrà eseguire:

Lifting Frontale
Permette di distendere le rughe frontali e intersopraccigliari e di correggere la ptosi (caduta) delle sopracciglia. Può essere abbinato al lifting facciale così come a quello cervicale. Può essere praticato mediante una incisione coronale (da tempia a tempia) o per via endoscopica attraverso piccole incisioni nel cuoio capelluto.

Lifting Facciale
E' il lifting classico. L'incisione chirurgica inizia all'altezza della tempia, tra i capelli, scende poi davanti all'orecchio e prosegue dietro il lobo lungo la faccia posteriore del padiglione auricolare per poi piegare nei capelli e qui terminare. Permette di distendere le rughe facciali, di ridurre i solchi nasolabiali e di ancorare i piani muscolari in tensione oltre che rimuovere la cute in eccesso.

Lifting Cervicale
Attraverso una piccola incisione aggiuntiva a livello della piega sottomentoniera permette di rimuovere l'eccesso di tessuto adiposo presente a livello del collo e di rimodellare i muscoli del collo mettendoli in tensione.
Nella maggior parte dei casi il lifting facciale è associato a quello cervicale. Le cicatrici sono in gran parte tra i capelli e, nell'unico tratto esposto, anteriormente all'orecchio, risulta molto sottile e poco visibile. Frequentemente all'intervento di lifting si associa la blefaroplastica o la mentoplastica o la malaroplastica (modellamento zigomi).
La durata dell'intervento varia dalle 3 alle 5 ore in base alle procedure che si associano alla tecnica classica.

Esistono poi "lifting minori" che permettono, con tecniche meno invasive, di ottenere risultati soddisfacenti anche se "meno completi" (endoscopici, sospensioni con fili, lifting "pausa pranzo").

La ricostruzione mammaria

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Un intervento di chirurgia oncologica per tumore mammario è demolitivo e rappresenta sempre una mutilazione che si ripercuote inevitabilmente sulla psiche della donna. E' possibile ricostruire una mammella sia dopo una resezione parziale della setssa (quadrantectomia) che dopo una mastectomia (asportazione totale della mammella). Anche se la quadrantectomia è un intervento meno demolitivo, il danno estetico che ne consegue può essere importante e il chirurgo plastico può intervenire contemporaneamente al chirurgo oncologo con una delle tecniche di mastoplastica proprie della chirurgia estetica. In caso di mastectomia il danno è maggiore poichè viene asportata completamente la mammella con una parte di cute e, spesso con anche l'areola e il capezzolo. La ricostruzione può essere eseguita contemporaneamente alla fase demolitiva (ricostruzione immediata) o in tempi successivi(ricostruzione differita). Nei casi più semplici è sufficiente un intervento solo, in altri si devono programmare due interventi: in questi casi il secondo intervento è meno impegnativo del primo e comporta anche un intervento sulla mammella sana al fine di migliorare la simmetria di entrambe.

Le tecniche chirurgiche in caso di mastectomia prevedono diverse possibilità:
- protesi
- espansore provvisorio e successiva protesi
- lembo muscolo-cutaneo di gran dorsale (con protesi)
- lembo muscolo-cutaneo di retto addominale (con protesi)

Le protesi e gli espansori cutanei vengono posizionati al di sotto del muscolo grande pettorale residuato alla mastectomia; gli espansori sono provvisti di una valvola attraverso la quale ripetuti riempimenti permetteranno di ottenere uno spazio idoneo all'inserimento di una protesi definitiva. In alcune pazienti è possibile ricostruire una mammella anche senza utilizzare una protesi trasferendo la pelle e il grasso dell'addome unitamente al muscolo retto.

Con queste tecniche è possibile ricostruire una mammella che, tuttavia, non potrà mai essere identica a quella naturale, in particolare per quanto riguarda la consistenza al tatto e il profilo, ma tali differenze non sono comunque avvertibili indossando un normale reggiseno o un costume da bagno.
Con un ultimo intervento, quasi sempre ambulatoriale, si ricostruirà, poi, l'areola e il capezzolo.

Lipoaspirazione

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In tutti i distretti esaminati un ulteriore ausilio chirurgico è dato dalla lipoaspirazione o liposuzione, metodica proposta negli anni ottanta, che permette di rimuovere il tessuto adiposo sottocutaneo attraverso l'inserimento di una cannula di diverso calibro collegata ad un sistema di aspirazione(manuale, meccanico, a ultrasuoni, pneumatico). La sua relativa facilità di esecuzione e la esiguità dei reliquati cicatriziali ha trovato un largo e forse eccessivo impiego.

Esistono precise indicazioni specie in quei distretti corporei (cosce, ginocchia, glutei e fianchi) nei quali il calo ponderale non riesce ad essere tangibile. Può essere esteso anche ad altre parti corpo come addome, braccia, mammelle.

Nel campo della obesità due fattori limitanti regolano le sue possibilità di impiego: da un lato il grado di elasticità e retrattilità cutanee, ossia la capacità del mantello cutaneo di contrarsi su se stesso per adattarsi alla diminuita sporgenza adiposa, dall'altro le perdite ematiche intraoperatorie valutabili nel 25-30% del materiale di aspirazione. Nel programma terapeutico del paziente obeso, la lipoaspirazione ha un duplice ruolo preliminare e/o complementare all'atto chirurgico modellante ma sicuramente non può sostituirsi ad esso.

Liposcultura

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La liposuzione è una tecnica chirurgica che permette di rimodellare il corpo attraverso l'aspirazione di accumuli di grasso patologico localizzati. Candidati a questo intervento sono quei pazienti di normale costituzione corporea e ponderale che, nonostante l'igiene alimentare e i trattamenti topici, non hanno ottenuto risultati e presentano accumuli adiposi localizzati specie a livello delle cosce, glutei, fianchi, addome, mammelle, ginocchia, caviglie, braccia. Una cute elastica, trofica, senza smagliature è la condizione migliore per intervenire.

Nei pazienti con corretta indicazione l'intervento può migliorare considerevolmente la linea del corpo creando una migliore uniformità di distribuzione del tessuto adiposo. Sebbene le cellule adipose dell'organismo possono nuovamente espandersi alla crescita del peso, quelle asportate non si riformeranno.

Questo intervento viene spesso utilizzato come tecnica accessoria di rifinitura in: lifting cervico facciale, addominoplastica, mastoplastica riduttiva, lifting delle cosce.

Attraverso minuscole incisioni (il cui numero e sede varia in rapporto alla sede da trattare) viene introdotta una cannula che presenta dei fori all'estremità attraverso i quali viene aspirato il grasso in eccesso.

Esistono diverse tecniche di lipoaspirazione: in rapporto all'apparecchiatura alla quale viene collegata la cannula (meccanica, manuale, a ultrasuoni, pneumatica), o in rapporto al piano di aspirazione (superficiale, profonda).
La durata varia, in rapporto alle sedi da trattare, da 1 a 3 ore.

Mastoplastica additiva

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La mastoplastica additiva è un intervento che produce un aumento del volume delle mammelle mediante l'inserimento di protesi mammarie. Candidate per tale operazione sono le donne le cui mammelle siano sproporzionatamente piccole o che abbiano perso volume e consistenza a seguito di ripetuti allattamenti, oppure che abbiano forma e volume indesiderati o, infine, che siano asimmetriche. In quei casi in cui le mammelle siano anche molto pendule, può essere necessario un intervento di mastopessia in aggiunta o in sostituzione della mastoplastica additiva per riportare le mammelle verso l'alto, alla corretta altezza.

L'intervento viene eseguito in anestesia generale.
Una piccola incisione di circa 5 cm nel contorno inferiore dell'areola o nel solco sottomammario sarà la via d'accesso per l'introduzione della protesi.

Si preparerà una tasca al di sotto della ghiandola o del muscolo pettorale, a seconda delle necessità, e verrà introdotta la protesi. Due piccoli tubi di drenaggio morbidi vengono inseriti nelle tasche al fine di raccogliere il sangue ed d il siero che eventualmente potrebbero accumularsi. Tali drenaggi vengono rimossi al momento della prima medicazione. I tessuti profondi e la cute verranno poi suturati. L'intervento dura circa 1 ora.
La misura della protesi verrà discussa con il chirurgo all'incontro che precederà l'operazione. In tale sede saranno quindi considerati attentamente fattori quali le dimensioni della mammella, del torace e la costituzione generale, nonchè le preferenze personali, ma la scelta definitiva del volume protesico sarà di competenza del chirurgo operatore.

Possibili complicanze:

- Ematoma. E' raro ma può verificarsi (solitamente entro le prime 24 ore); in tal caso sarà necessario un ritorno in sala operatoria per rimuoverlo. In ogni caso, se opportunamente trattato, un episodio del genere non causa altri inconvenienti.La sua incidenza è quantificabile nel 2-3% dei casi.
- Infezioni. Sono estremamente rare ma, se si presentano, possono rendere necessario rimuovere le protesi ed attendere alcune settimane o mesi prima di reinserirle.

- Perdita di sensibilità del capezzolo. E' insolita, può essere causata dall'operazione e può in rarissimi casi essere permanente.
- Indurimento delle mammelle. L'organismo reagisce nei confronti delle protesi come contro un qualsiasi altro corpo estraneo, dando luogo alla formazione di una capsula fibrosa che avvolge integralmente le protesi, isolandole da sè. In alcuni casi, invece, la capsula può diventare spessa e rigida; la mammella risulterà più dura al tatto e meno mobile. In presenza di capsule particolarmente tenaci le mammelle tendono ad assumere una forma sferica e può prodursi un senso di tensione in regione pettorale. Questa situazione, definita "contrattura capsulare", è la più comune complicanza a distanza della mastoplastica additiva anche se tale evenienza si è notevolmente ridotta con l'uso delle protesi più recenti (incidenza del 5-10%). Un'ulteriore riduzione di frequenza della contrattura capsulare può essere ottenuta ponendo la protesi al di sotto del muscolo pettorale, ma anche in questo caso essa può presentarsi dopo mesi o anni seppure in minor percentuale e con minor tenacia. In ogni caso, la scelta della posizione delle protesi viene concordata dal medico e dalla paziente valutando la situazione specifica.

- Asimmetria. Tutte le strutture del corpo umano non sono perfettamente simmetriche, comprese le mammelle. Le protesi che vengono inserite sono di eguale volume e, quindi, l'eventuale grado di asimmetria non cambia dopo l'intervento. Protesi di volume diverso fra loro vengono invece impiegate quando le mammelle da operare sono di volume molto diverso.

- Rottura delle protesi. Le protesi utilizzate attualmente sono robuste ed affidabili, tuttavia, una loro rottura non può mai essere esclusa. Se ciò dovesse verificarsi, sarà necessaria la loro sostituzione.

- Corrugamento. L'uso di protesi testurizzate (ruvide in superficie) ha reso più visibile il corrugamento al di sotto della pelle, specie in paz. con cute sottile. Talvolta si può percepire al tatto il bordo della protesi. Questi problemi non richiedono solitamente alcun trattamento e l'esperienza dimostra che il corrugamento migliora o scompare, dopo un anno, nell'85% dei casi descritti. In caso, però, che tale situazione crei un evidente in estetismo si renderà necessario un nuovo intervento di revisione della tasca protesica.

- Interferenza con la mammografia. Dopo l'intervento, dovendo eseguire una mammografia, dovrete avvisare il tecnico radiologo: in caso contrario, a causa della significativa compressione indispensabile per l'esecuzione di detto esame, è possibile la rottura (anche se rara) della protesi e/o la sua dislocazione.

Nei e melanoma e altri tumori cutanei

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I nei sono piccole macchie cutanee di diverso colore, piatte o sporgenti, presenti fin dalla nascita o che si sviluppano nel corso della vita. Il melanoma è un tumore maligno che può crescere in ogni parte della cute oppure svilupparsi su di un neo preesistente.

La diagnosi precoce di melanoma consiste nel riconoscere le fasi iniziali dello sviluppo tumorale per intervenire tempestivamente quando le probabilità di guarigione è massima.

L' esecuzione del "Linfonodo sentinella è attualissima per alcune tipologie di melanoma maligno della cute".

Un discorso a parte meritano l'adenocarcinoma a cellule basali (o basalioma) e l' adenocarcinoma spinocellulare (o spinalioma o squamoso).
Essi sono tumori cutanei maligni (spesso a malignità solo locale) che necessitano, però, di asportazioni attente ed ampie seguite da esami istologici accurati e, contestualmente alla asportazione, a tecniche ricostruttive plastiche.

Obesità grave

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Il ruolo del chirurgo plastico si configura qualora il paziente abbia raggiunto e stabilizzato il proprio calo ponderale e il mantello cutaneo sia al maggior grado di contrazione. Prescindendo dai diversi quadri di distribuzione della massa adiposa, le regioni corporee maggiormente interessate dalla formazione di grembiuli cutaneo-adiposi sono: l'addome, le cosce (principalmente le regioni mediali prossimali), la regione mammaria (sia nel sesso femminile che in quello maschile) e le braccia(soprattutto nella superficie interna).

L'indicazione all'intervento chirurgico modellante non dipende unicamente da motivazioni estetiche: inoltre la metà dei casi sono presenti disturbi che giustificano l’intervento riparativo.

Lipoaspirazione
In tutti i distretti esaminati un ulteriore ausilio chirurgico è dato dalla lipoaspirazione o liposuzione, metodica proposta negli anni ottanta, che permette di rimuovere il tessuto adiposo sottocutaneo attraverso l'inserimento di una cannula di diverso calibro collegata ad un sistema di aspirazione(manuale, meccanico, a ultrasuoni, pneumatico). La sua relativa facilità di esecuzione e la esiguità dei reliquati cicatriziali ha trovato un largo e forse eccessivo impiego.

> Esistono precise indicazioni specie in quei distretti corporei (cosce, ginocchia, glutei e fianchi) nei quali il calo ponderale non riesce ad essere tangibile. Può essere esteso anche ad altre parti corpo come addome, braccia, mammelle.

Nel campo della obesità due fattori limitanti regolano le sue possibilità di impiego: da un lato il grado di elasticità e retrattilità cutanee, ossia la capacità del mantello cutaneo di contrarsi su se stesso per adattarsi alla diminuita sporgenza adiposa, dall'altro le perdite ematiche intraoperatorie valutabili nel 25-30% del materiale di aspirazione. Nel programma terapeutico del paziente obeso, la lipoaspirazione ha un duplice ruolo preliminare e/o complementare all'atto chirurgico modellante ma sicuramente non può sostituirsi ad esso.

Otoplastica

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L'otoplasticaè l'intervento chirurgico che consente di rimodellare il padiglione auricolare alterato nella forma o nella sua proiezione, quali orecchie prominenti o "a ventola" (il più frequente), lop ear (orecchie con la caduta della porzione superiore), orecchie a coppa, orecchie con assenza dell'elice (il contorno esterno del padiglione), macrotia (orecchie di grandi dimensioni) e tante altre varianti.

Nella maggior parte dei casi l'operazione viene eseguita in bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni, ma è altrettanto frequente intervenire in soggetti adulti. La tecnica dipende dal problema anatomico e oggigiorno si utilizzano metodiche sempre più conservative. Si pratica una incisione nella superficie posteriore dell'orecchio per esporre la cartilagine e rimodellarla: punti di sutura in materiale non riassorbibile aiuteranno a mantenere la nuova forma.
La durata dell'intervento è di circa un'ora.

Deformità del padiglione auricolare
Le malformazioni del padiglione auricolare sono molto numerose (ne sono state descritte ben 63) e con una grande varietà di quadri clinici. Esse possono essere parziali o interessare in toto il padiglione auricolare. La malformazione classica è la microtia, ossia il mancato sviluppo del padiglione del quale rimangono solo alcuni abbozzi cartilaginei e frequentemente, anche se malposizionato, il lobo auricolare.

La correzione chirurgica sarà diversa a seconda delle diverse malformazioni anatomiche.

Regione mammaria

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Mastoplastica

La correzione estetica del seno viene richiesta per quattro fondamentali alterazioni:
- ipoplasia (seno piccolo)
- ipertrofia (seno grande)
- ptosi (seno cadente)
- asimmetria (un seno diverso dall'altro).

Tre sono gli interventi che permettono di migliorare le predette alterazioni: la mastoplastica additiva, la mastoplastica riduttiva e la mastopessi.

Mastoplastica additiva
E' un intervento teso ad aumentare le dimensioni e il volume della mammella, mediante l'inserimento di una protesi mammaria. Le controversie circa il materiale con cui sono costruite le protesi, il silicone, ha ingenerato dubbi e domande sulla sua sicurezza, ma gli studi più recenti sono concordi nell'affermare che le moderne protesi mammarie sono assolutamente sicure su tutti i fronti, specie su quello oncologico.
Esistono diverse protesi in commercio: oltre che per il materiale le protesi differiscono per volume e forma.
Le protesi vengono impiantate attraverso piccole incisioni effettuate in zone poco visibili (periareolare, solco sottomammario,ascella). Viene creata una tasca al di sotto della ghiandola o al di sotto del muscolo pettorale, dove verrà inserita la protesi prescelta.

Mastoplastica riduttiva
Le mammelle molto grandi possono provocare disagi personali fisici e psicologici nonchè problemi di macerazione, intertrigine ed altre dermatosi nel solco sottomammario. A ciò vanno associati disturbi della colonna vertebrale(cervico-dorsale). L'intervento si esegue sulle adolescenti a partire dai 15/16 anni (ipertrofia virginale), ma la maggior parte delle donne chiede di essere operata in età più avanzata (per esempio dopo le gravidanze).
L'intervento prevede l'asportazione di una parte della ghiandola mammaria, del grasso e della cute in eccesso e quindi la ricostruzione riposizionando l'areola e il capezzolo al giusto livello.

Mastopessi
Quando il volume del seno è adeguato ma "cadente" (ptosi) rispetto alla sua naturale (calo ponderale, gravidanze, invecchiamento ne sono la causa più frequente), è possibile intervenire praticando un rimodellamento che corrisponde a un "lifting" del seno. La tecnica è simile a quella di correzione delle mammelle molto grandi ma l'intervento è limitato al solo modellamento senza asportazione di tessuto ghiandolare.
Se si è in presenza di una scarsa rappresentazione della della ghiandola si può procedere anche all'introduzione di una protesi mammaria associando alla mastopessi la mastoplastica additiva: ciò permette, quindi, sia di "rialzare" il seno che di renderlo più "florido".

Rinoplastica funzionale ed estetica

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Le alterazioni meccaniche della respirazione per via nasale sono molto frequenti. In larga misura esse sono legate all'aumento delle resistenze a livello del III° anteriore del naso. Sono in causa deviazioni del setto osteocartilagineo, l'ipertrofia dei turbinati, problemi valvolari spesso secondari a interventi pregressi non eseguiti correttamente.

E' possibile correggere tali disturbi attraverso interventi che rimuovono solo gli ostacoli respiratori (settoplastica, turbinectomia o turbinoplastica, valvuloplastica), o che ripristinino la forma del naso (rinoplastica e rinosettoplastica).

Con un solo intervento è possibile associare i benefici per la funzione respiratoria e per l'aspetto estetico del naso.

Medicina estetica

Acido jaluronico

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Per conservare una bellezza naturale è indispensabile mantenere sana la pelle negli anni.

L'acido jaluronico è, attualmente, l'unico componente "fisiologico" della cute che permette un trattamento medico ambulatoriale finalizzato a ciò essendo normalmente presente nella pelle sana di tutti gli organismi viventi.
La sua finalità, in medicina estetica, è quella di creare volume attribuendo alla pelle stessa un aspetto sano e vitale. Purtroppo il trascorrere del tempo (invecchiamento cutaneo) e la prolungata esposizione al sole od ad agenti irritanti porta ad un progressiva perdita di questa sostanza.

E' molto importante che un impianto non alteri il naturale equilibrio corporeo infatti, con questa tecnica, eventuali asimmetrie "rientrano" spontaneamente in breve tempo così come accumuli e/o "bozze" sottocutanee.

L'iniezione di acido jaluronico di sintesi, cioè prodotto in laboratorio e non dalla estrazione animale, sotto forma di gel cristallino permette, mediante legame con l'acido jaluronico corporeo, di creare volume per l'aumento delle labbra o il riempimento delle rughe che possono rispondere a tale terapia.
Esso, integrandosi naturalmente permette il passaggio di importanti sostanze nutritive quali ossigeno, glucosio e proteine e, nel contempo, non impedisce l'interscambio cellulare garantendo una pelle sana e vitale per tutto il periodo del trattamento. Proprio perchè "sintetico" non sono necessari tests preliminari ed il trattamento di iniezione nelle rughe o nelle labbra è eseguibile ambulatorialmente già dalla prima seduta richiedendo circa trenta minuti ed in tutta sicurezza non essendo stata mai descritta alcuna reazione allergica.

L'acido jaluronico iniettato si riassorbirà progressivamente ed andrà naturalmente scomparendo nel tempo poichè ha l'esclusiva capacità di legarsi all'acqua presente nella cute e di trasformarsi in essa una volta dissoltosi.
Ciò permette, a differenza degli impianti di tipo permanente, la possibilità di scelta: è cioè, reversibile!

La sua durata è molto personale dipendendo da molti fattori quali struttura delle pelle, stile di vita, età e grado di correzione richiesto. E' tuttavia noto che dopo SEI MESI il 50-80% dei pazienti è soddisfatto dell'effetto e molti di essi richiedono un ritocco entro un anno dal primo trattamento.

Biorivitalizzazione

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La biorivitalizzazione cutanea è un trattamento medico-estetico che contrasta il naturale processo di invecchiamento della cute mediante l'apporto di sostanze specifiche nel derma e nell'epidermide veicolate con micoriniezioni ambulatoriali.

Questa cura migliora, in modo più che visibile, tonicità, luminosità e trama della cute donandole un aspetto più sano e più "giovane". Non si può dire che sia un trattamento anti-età ma, certamente, una cura medica per la nostra pelle.

In sostanza queste microiniezioni pressocchè indolori genereranno un ringiovanimento distrettuale riequilibrando la normale fisiologia della cute attraverso la stimolazione dei capillari, di cui il derma superficiale è ricco: ciò migliorerà l'ossigenazione e il nutrimento cutaneo delle sedi trattate con un effetto super idratante, ristrutturante. Inoltre produce una stimolazione alla produzione di collagene, elastina e acido jaluronico endogeno (ossia prodotto da noi stessi). Siamo quindi di fronte ad un vero e proprio rinnovamento della cute che è continuamente aggredita dai radicali liberi e dalla espsoziione solare. E' molto utile come base per i trattamenti successivi in quanto migliora lo stato del derma permettendo che altri trattamenti siano più duraturi ed efficaci ad esempio: il peeling, i fillers, la riparazione dopo i mini lifting o i lifting o altre tecniche (laser, abrasioni, piccola chirurgia etc).

Quindi questo trattamento può essere eseguito pressocchè a tutte le età, per entrambi i sessi, ha una durata di esecuzione di pochi minuti, è indolore e andrebbe eseguito con due cicli all'anno per ottenere i migliori risultati di continuità estetica.

Botulino: via le rughe dinamiche del viso, e non solo

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Molte delle inestetiche rughe e pieghe della faccia sono causate dalla contrazione di alcuni muscoli mimici. Il rilassamento selettivo di questi muscoli, indotto dalla iniezione di tossina botulinica, permette di eliminare o attenuare le rughe in modo sicuro, controllabile e reversibile.

> Che cosa è e come funzione il Botulino?
Il botulino viene prodotto in laboratorio dal batterio Clostridium Botulinum e ha un'azione specifica di blocco del rilascio dell'acetilcolina a livello delle giunzioni tra nervi e muscoli striati (placche neuromuscolari). L'acetilcolina è la sostanza che viene rilasciata dal nervo motore per trasmettere al muscolo lo stimolo per la contrazione. L'effetto che ne deriva è l'indebolimento del muscolo nel quale la sostanza viene iniettata . Questa azione viene usata ormai da molti anni in diversi campi della medicina.

> Come si usa il Botulino in estetica?
Il farmaco non serve a riempire le rughe come i classici Fillers (per esempio l'acido ialuronico) ma indebolisce selettivamente il muscolo sul quale viene iniettato in piccolissime dosi. L'effetto sulle rughe è perciò indiretto: diminuisce la contrazione dei muscoli pellicciai.
Le rughe di espressione si formano in seguito alla contrazione dei muscoli della fronte e dai corrugatori. Indebolendo i muscoli, le pieghe delle pelle non si formano più e i solchi si attenuano gradualmente fino scomparire.

> Come avviene il trattamento?
Il Botulino (Vistabex, Bocouture, Azalure) viene iniettato in dosi minime all'interno dei muscoli da rilassare con una siringa dotata di un piccolissimo ago.

> L'effetto è immediato?
No. Il rilassamento dei muscoli e la scomparsa delle rughe avvengono gradualmente, da 2 a 7 giorni, a seconda dei casi.

> L'iniezione è dolorosa?
No, grazie all'ago sottilissimo il fastidio è minimo.

> Ci sono ematomi, lividi, gonfiori?
No. Si può tornare subito alle normali attività. Raramente possono comparire dei piccoli lividi che si possono facilmente coprire con il fondo tinta.

> L'azione del Botulino sulla sudorazione
L'azione della Tossina Botulinica sull'iperidrosi è eccellente. Con questo farmaco si può bloccare completamente la sudorazione nelle sedi dove causa più spesso problemi personali: le mani, le ascelle e i piedi .

> Quanto dura?
L'effetto della tossina è temporaneo. Il trattamento deve essere ripetuto 2-3 volte all'anno.

> TRATTAMENTO NON CHIRURGICO PER L'ECCESSIVA SUDORAZIONE (IPERIDROSI)
L'iperidrosi è un disturbo che accompagna costantemente il soggetto e che colpisce prevalentemente alcune aree circoscritte del corpo, come le ascelle, il palmo delle mani o le piante dei piedi. La mirata inoculazione della Tossina Botulinica purificata di tipo "A" provoca la disattivazione delle ghiandole sudoripare nella zona interessata. La sudorazione eccessiva è fonte di grave disagio sociale e costringe chi ne soffre all'autoisolamento. La soluzione a questa delicata problemativa viene raggiunta in maniera efficace, grazie ad un trattamento molto meno invasivo delle tradizionali soluzioni chirurgiche. Basta infatti una seduta di infiltrazione, nella zona interessata, di tossina botulinica per provocare la disattivazione delle ghiandole sudoripare e la conseguente cessazione dell'iperidrosi. Il trattamento raggiunge la sua massima efficacia dopo qualche giorno dalla seduta, mantenendosi stabile per un periodo di circa 8 mesi. Non esistono particolari controindicazioni ed il paziente potrà subito riprendere la propria vita quotidiana, più sicuro di sé.

> Quando serve
In caso di: rughe frontali, rughe interciliari e "zampe di gallina", rughe periorbitali (attorno agli occhi), desiderio di ringiovanimento facciale anti-età, ad effetto lifting, non chirurgico, iperidrosi palmare e dei piedi.

Lasers

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> Il trattamento di fotoringiovanimento laser è scelta consolidata e per pazienti che desiderino un intervento efficace, rapido e delicato per ringiovanire e rivitalizzare la propria pelle.

> Il fotoringiovanimento laser serve quindi per migliorare la pelle danneggiata dal sole, dall'età o da esiti cicatriziali post-acneici.

> E', inoltre, clinicamente provato che alcune fonti di luce laser riducano le rughe aumentando la produzione di collagene. Oggi le moderne tecnologie produttive permettono di produrre apparecchi in cui impulsi del fascio laser permette la stimolazione dei fibroblasti, cellule implicate nella produzione di collagene che è una proteina essenziale del derma. Avendo una funzione di sostenimento ed impalcatura della pelle direttamente ne migliora l' aspetto.

Iperpigmentazioni della cute

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>Il "Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation", laser, è un apparecchio che basa il suo funzionamento sulla teoria della fototermolisi selettiva (Anderson e Parrish, 1983): un impulso di luce di specifica lunghezza d'onda, la cui durata è ben "calibrata", permette di ottenere la cura di una lesione riducendo al minimo i danni al tessuto operato ed a quello circostante.

> Quasi tutte le persone hanno una o più macchie brune sulla pelle,siano esse efelidi (lentiggini), macule senili,discheratosi.
Sebbene la gran parte delle macchie brunicce non siano oncologicamente pericolose non bisogna sottovalutare quelle che lo sono o lo potrebbero essere. Pertanto, a volte, si renderà necessario eseguire una biopsia prima del trattamento/i laser ed in altre, addirittura sarà indicata l'asportazione chirurgica completa e radicale.

La scelta sarà del chirurgo.

> La melanina è un pigmento che determina il colore alla tua pelle quindi, ovviamente, le persone di pelle scura ne posseggono in maggiore quantità. Infatti le macchie sono di colore scuro solo perchè la melanina è abbondantemente concentrata in una ristretta area di cute. Alte concentrazioni di melanina possono essere dovute a vari fattori. Alcune volte compaiono alla nascita, ma per la maggior parte sono il risultato di una sovraesposizione ai raggi solari.

> Le macchie possono essere oggi rimosse efficacemente con un laser specifico, concepito per produrre una o più lunghezze d'onda, assorbite selettivamente dalla melanina.

> Sulla cute il laser interviene frammentando la melanina (che è un pigmento) che, in tal modo, sarà eliminata "scolorendo" così la macula e/o l' inestetismo cutaneo. L'uso dell'apparecchio laser più idoneo per ogni singolo caso è fondamentale per il buon fine del risultato estetico. Le sedute ablative sono ambulatoriali ed indolori .

> Va però ricordato che le lesioni pigmentate possono ricomparire nel caso in cui non venga posta accurata attenzione all'esposizione solare mediante adeguata fotoprotezione.

Peelings

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Il peeling (dall'inglese "to peel") è un trattamento di medicina estetica finalizzato a levigare e migliorare l'aspetto della cute trattata con finalità di ringiovanimento.

> Nell'antichità, in Egitto, Grecia, Turchia, India e Babilonia, si eseguivano già peeling chimico/fisici utilizzando sostanze ed ingredienti di origine vegetale unite a zolfo, pomice, polveri minerali, polveri di piante e fiori. E' del 1882 la prima descrizione dell'impiego di acido tricloracetico, acido salicilico, resorcina e del fenolo.
Più recenti sono i lavori su acido salicilico, acido lattico e soprattutto, acido glicolico.

> Che cos'è il peeling e come agisce sulla pelle
Il peeling chimico del volto è un trattamento estetico che, attraverso l'applicazione di una sostanza chimica sulla pelle, stimola la rigenerazione (turnover) cellulare rimovendo ed esfoliando le cellule morte dello strato corneo provocando una vera e propria accelerazione del ricambio cellulare che avviene già naturalmente nel derma.
Elimina le cellule della pelle danneggiate e degenerate, che vengono sostituite da cellule epidermiche "nuove". Inoltre il processo di locale infiammazione attiva, mediante stimolazione dei fibroblasti, la produzione di collagene ed elastina autologhi.
Un peeling del volto può quindi agire sia a livello del derma più superficiale o a livello più profondo. Sarà il medico a indicare quale tipologia di peeling sia la più indicata secondo la situazione clinica e biologica del singolo caso.

> Quindi:
A livello dell'epidermide il peeling, diminuendo le coesione o lisando i cheratinociti:
rimuove lo strato corneo della cute e il tappo cheratinico dei comedoni (punti neri)
aumenta il turnover cellulare con relativa esfoliazione
riduce l'attività delle ghiandole sebacee

> A livello del derma il peeling:
esercita un effetto irritante con conseguente eritema ed edema
stimola i fibroblasti a produrre glicoproteine e nuovo collagene, con ristrutturazione della componente fibrosa del derma

>Il tempo di guarigione sarà, perciò, variabile tra 4 e 12 giorni a seconda della tipologia di peeling adottata e sarà caratterizzato da rossore ed inscurimento della pelle per alcuni giorni dopo il trattamento, esfoliazione per circa una settimana. Nelle due settimane precedenti il peeling preparare la pelle utilizzando cosmetici contenenti acido glicolico, e prodotti contenenti alfa - idrossi - acidi per favorire una pi&iugrave; veloce riepitelizzazione e guarigione della pelle, e sostanze depigmentanti che impediscono la deposizione della melanina sulla superficie della pelle e riducono quindi le probabilità che si verifichino iperpigmentazioni post-infiammatorie.

>Eccezionali casi di infezioni, esiti cicatriziali, ipo/iperpigmentazioni ( superficiali) sono le possbili complicanze di questi trattamenti che, però, prevedono, durante il trattamento e fino a nullaosta medico, la completa astensione dalla esposizione solare.

> Con il peeling si possono curare:
Cheratosi e invecchiamento cutaneo
Cicatrici da acne
Smagliature
Rosacea
Discromie
Acne
Dermatite seborroica

> I tipi di peeling
I peeling possono essere classificati e suddivisi a seconda del tipo di sostanza chimica che contengono oppure a seconda della profondità nella pelle a cui agiscono.
Secondo la classificazione di Rubin i peeling chimici si suddividono in:
molto superficiali (assottigliamento o rimozione dello strato corneo)
superficiali (necrosi di una parte o di tutta l'epidermide fino allo strato basale)
medi (necrosi dell'epidermide e di una parte o di tutto il derma papillare)
profondi (necrosi dell'epidermide fino al derma reticolare).
Gli agenti chimici maggiormente utilizzati nei peeling chimici sono:
acido glicolico
acido piruvico
acido salicilico
acido tricloroacetico
fenolo
resorcinolo

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